Cenni storici      

 

L'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decodati al Valor Militare è un Associazione Combattentistica posta sotto la vigilanza del Ministero della Difesa.

Le sue Origini risalgono al primi mesi del 1923 quando, sull'onda di una sorta di riscatto storico e morale delle glorie della Prima Guerra Mondiale, che per lItalia costituiva soprattutto il completamento della propria costituzione territoriale come nazione unitaria sorta dal Risorgimento, un gruppo di eroici decorati al Valor Militare della "Grande Guerra" decisero che la testimonianza dell'eroismo sancito dalle Decorazioni al Valor Militare dovesse essere custodita e rappresentata in un Istituto i cui soci di diritto potevano essere esclusivamente i titolari di tali decorazioni.

il "Consiglio dei 10" si può considerare l'organismo fondatore dell'Istituto che fu costituito, inizialmente col nome di "legione Azzurra", in un assemblea presieduta dal Gen. Pirzio BIROLI, svoltasi presso gli uffici di Roma dell'Associazione Umbra in via delle Finanze n.6, il 24 febbraio 1923.

sul verbale della riunione i nomi dei componenti de Consiglio dei 10 sono scritti in ordine alfabetico ed in tale ordine furono numerate anche le tessere. Essi sono: Acerbo, Balbo, Bronci, Casagrande, De Vecchi, Guzzoni, Paolucci, Pellizzari, Simoni, Viola. Si costituirà anche il "Comitato di Organizzazione e Propaganda" composto come segue: Viola, Balbo, Benedetti, Stelluti Scala, Copelli, Guzzoni, Pellizzari, Montanari, Amicarelli, Mazzari, Pucci, Greco ed altri.

In effetti i veri Soci fondatori dell'Istituto furono la Medaglia d'Oro Ettore Viola e il Pittore Maurizio Barricelli che si incontrarono più volte nella primavera del 1923 al Caffé Aragno e si misero d'accordo per costituiure l' "Associazione del Nastro Azzurro"; vennero successivamente cooptati l'allora Maggiore Simone Simoni e l'Avv. Umberto Guzzoni. Così fu dato il via all'organizzazione e furono chiamati a far parte dell'Associazione altri amici decorati al Valor Militare tra cui la M.O. Amilcare Rossi.

Il primo Segretario Generale dell'Istituto fu Maurizio Barricelli. Essi vollero che come data di nascita fosse scelta quella del 26 marzo per ricordare che 90 anni prima, con Regio Viglietto del 26 Marzo 1833, Carlo Alberto istituiva la Medaglia d'Oro e la Medaglia d'Argento al Valor Militare.

La data ufficiale di costituzione dell'Istituto del Nastro Azzurro, in realtà, può essere fissata al 21 aprile di quell'anno quando, con una cerimonia particolarmente solenne, il Capo del Governo consegnò al Comitato Centrale dell'Istituto nell'Aula Senatoriale del Campidoglio, l'Orifiamma Nazionale. A tale evento erano presenti: Copelli, Barricelli, Barni, Viola, Bronci, Simoni, Natale, Ronchi, Stelluti Scala, Barbieri, Guzzoni, Pellizzari, Benedetti, Del Vecchio, Trombetti.

Tutti questi debbono pertanto essere considerari soci fondatori.

L'Istituto è apolitico e si propone di:

  • nobilitare il segno azzurro del valore richiedendo ai propri soci la rigida osservanza dell'onore del dovere in ogni atto della loro vita pubblica e privata
  • affermare ed esaltare, con l'esempio e con le opere di propaganda, il valore e le virtù militari della stirpe per diffondere la coscienza dei doveri verso la Patria;
  • ravvivare il ricordo degli eroismi compiuti, anche mediante pellegrinaggi ai luoghi ove più rifulse il valore italiano;
  • assistere gli iscritti e tutelare gli interessi morali e materiali della categoria;
  • giudicare le questioni cavalleresce e morali come Magistratura d'Onore, mediante la Corte d'Onore costituita presso ogni Federazione Provinciale e la Corte Suprema d'Onore costituita presso la Sede Centrale dell'Istituto. il ricorso alla Corte d'Onore è obbligatorio per i soci dell'Istituto ed è libero per ogni ordine di cittadini.

Potevano far parte dell'Istitut quei combattenti che, avendo ottenuto per atti di valore compiuti esclusivamente in presenza del nemico, una ricompensa al Valor Militare, non avessero successivamente compiuto azioni indegne o tenuto riprovevole comportamento venendo meno alle leggi dell'onore militare, della morale o ai doveri verso la Patria.

Erano titoli di iscrizione: la Medaglia d'Oro, d'Argento, di Bronzo e la Croce al Valor Militare: le decorazioni dell'Ordine Militare d'Italia e le Promozioni per Merito di Guerra. Avevano facoltà di iscriversi anche i congiunti degli insigniti di ricompense al Valor Militare, Caduti o deceduti per causa di guerra, autorizzati a fregiarsi delle decorazioni del Caduto.

Dal 3 al 5 novembre 1923, in Campidoglio alla presenza di numerose Medaglie d'Oro, si svolse il primo Congresso Nazionale dell'Istituto che ebbe risonanza in tutta la penisola. Nel corso del Congresso, il 4 novembre 1923, fu varato uno schema di Statuto provvisorio che regolasse l'attività e l'ordinamento dell'Istituto.

Come detto in un primo tempo l'Associazione fu denominata "Legione Azzurra".

Mussolini, nel febbraio 1924 propose invece il nome di "Istituto del Nastro Azzurro" a quel tempo si era ancora in un regime democratico: Mussolini non era ancora il dittatore. Dopo il delitto Matteotti le cose cominciarono a cambiare e coloro che avevano costituito il Nastro Azzurro (tra cui la M.O. Ettore Viola già Presidente dei Combattenti) si trovarono in difficoltà.

Il Congresso di Sassari (marzo - aprile 1925) fu chiamato 2° Congresso dell'Istituto. in realtà esso fu il primo vero Congresso perché quello del novembre 1923 fu soltanto la riunione ufficiale del Consiglio Nazionale e dei pochi soci fondatori. Al Congresso di Sassari l'Istituto cadde sotto il controllo dei fascisti; la M.O. Ettore Viola, già sostituito anche quale Presidente dell'Associazione Combattenti, non potè neppure parlare.

Con Regie Patenti 29 marzo 1928, in applicazione del R.D. 17 novembre 1927, fu riconosciuto all'Istituto del Nastro Azzurro ed ai suoi soci il diritto di far uso di un Emblema Araldico.

Lo statuto provvisorio fu sostituito, poi, con quello approvato con R.D. 31 maggio 1928 n.1308. Con successive Regie Patenti 16 gennaio 1936, in applicazione del R.D. 19 dicembre 1935, tale diritto fu esteso ai Soci dell'Istituto decorati della Croce al Valor Militare. Inoltre si stabilì che potevano essere nominati soci d'Onore dell'Istituto ed iscritti in apposito Albo d'Oro Reparti ed Unità Militari decorati al Valor Militare per fatti di guerra.

Numerorissimi reparti delle FF.AA., tutti i Comuni decorati al Valor Militare e l'Università di Padova il cui Gonfalone è decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare avvalendosi di tale facoltà, sono soci dell'Istituto.

Con ulteriore R.D. 27 aprile 1936 n.946 fu esteso il diritto all'iscrizione anche al personale militare transitato in S.P.E. per meriti di guerra. Infine, con R.D. 10 settembre 1936, n.1898 (pubblicato nel n.357 della "Gazzetta Ufficiale" del 6 novembre successivo), lo Statuto Sociale fu modificato ed integrato da nuove norme.

Malgrado gli eventi politico-militari successivi all'8 settembre 1953, l'Istituto del Nastro Azzurro non fu mai sciolto e la sua vita non subì interruzioni, pur essendo avvenuta una certa dispersione di soci che attenuò, per qualche tempol 'attività delle Federazioni, Sezioni e Gruppi.

Ferme restando le finalità essenzialmente di ordine morale e l'assoluta apoliticità dell'Istituto Stesso, fu necessario tuttavia un adeguamento delle norme statuarie e del suo ordinamento interno alla nuova forma istituzionale repubblicana che si era data l'Italia nel 1946.

In tale anno furono pertanto nominati un Commissario Straordinario Nazionale e due Vice Commissari Straordinari, nelle persone della M.O. Gen. Achille Martelli cinque volte promosso per meriti di guerra, del pluridecorato Gen. di C.A. Avv. Nino Villasanta e dall'allora Presidente della Federazione di Bari Gr. Uff. Domenico De Tullio, ai quali toccò il non facile compito di adeguare l'attività dell'Istituto alle nuove direttive governative, organizzare nel 1950 il 1° Congresso Nazionale del dopoguerra, elaborare lo schema del nuovo Statuto (entrato in vigore con D.P.R. 23 maggio 1951 n.2449) ed infine organizzare il successivo Congresso del 1952 per procedere all'elezione della Presidenza Nazionale e del Consiglio Nazionale, della Corte Suprema d'Onore e del Collegio Centrale dei Sindaci, con le modalità previste dal nuovo Statuto.

Lo Statuto è stato poi modificato ancora altre volte. quello approvato con Decreto del Presidente della Repubblica n.158 del 24 ottobre 1975 è stato nuovamente rielaborato e modificato nel corso dell'ultimo Congresso Nazionale tenutosi a Brescia dal 13 al 15 ottobre 2006.

In tale occasione, tenendo conto che l'esiguo numero di decorazioni al Valor Militare concesse dopo la seconda guerra mondiale (pertanto in maggioranza alla memoria di Caduti) non avrebbe più permesso il naturale rinnovamento generazionale dei membri dell'Istituto, si è allargato il concetto di "Valore" come obiettivo del Nastro Azzurro provvedendo la possibilità dell'iscrizione all'Istituto come Soci "Aderenti" anche per i titolari di "Croce d'Onore" e di "Medaglia al Valore di Forza Armata" e la possibilità di ricoprire le cariche sociali a livello di Federazione anche per i Soci "Simpatizzanti" (amici dell'Istituto non possessori di alcuna decorazione al Valor Militare che si iscrivono per "simpatia" e comunione d'intenti).

L'Istituto che raccoglie oggi circa 8.000 soci, si articola in 80 Federazioni Provinciali e varie Sezioni e Gruppi. Nei suoi 84 anni di storia, l'Istituto, mantenendo fede ai principi statuari, ha svolto un'opera di altissimo valore spirituale e morale per riaffermare quei principi di amor di Patria che sono alla base della vita di ogni Popolo, e per diffondere, particolarmente fra i giovani, la coscienza dei doveri verso la Patria.

Dalla sua istituzione ad oggi hanno chiesto ed ottenuto l'iscrizione al Nastro Azzurro oltre 90.000 decorati al Valor Militare e loro familiari. La gran massa degli iscritti nei primi dodici anni di vita dell'Istituto fu costituita unicamente dai reduci della prima guerra mondiale, molti dei quali anziani ufficiali di grado elevato. Dopo la seconda guerra mondiale, si sono iscritti all'Istituto numerosi decorati al Valor Militare per azioni compiute nel corso di tale immane conflitto.

Tra essi spiccano alcune personalità eminenti in campo naziolane quali : l'ex Presidente del Senato Cesare Merzagora, il Duca di Bergamo ed il Duca di Pistoia, l'ex Ministro della Difesa Randolfo Pacciardi, tutte le più alte cariche militari in servizio fino a tutti gli anni 70, l'ex Presidente della Pontificia Opera Assistenza, Mons. Ferdinando Balzelli, numerosi prelati, tra cui alcuni vescovi, la duplice M.O. al V.M. Generale Elia Rossi Passavanti e la M.O. Generale Gaetano Carolei (entrambi sono stati Presidenti di Sezione della Corte dei Conti) molti Senatori e Deputati di più legislature, l'ex Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di ROma, Avv. Arrigo Lanzara e molti altri Magistrati ormai a riposo o defunti.

Innumerevoli sono state le iniziative di carattere patriottico patrocinate dall'Istituto. tra le altre: raduni di ex combattenti decorati al Valor Militare, erezione di monumenti ai caduti, visite ai Campi di Battaglia, organizzate soprattutto a favore di studenti, intitolazione di edifici scolastici ed aule scolastiche al nome di decorati al Valor Militare Caduti, offerte di Bandiere Nazionali alle scuole e ad altri enti, conferenze e proiezioni di film patriottici e numerose altre iniziative per ricordare fatti d'arme ed avvenimenti in cui rifulse particolarmente il valore del Soldato Italiano.

L'Istituto svolge anche un'opera di alto valore sociale assistendo i soci ed i loro familiari che versano in particolari condizioni di bisogno fornendo, soprattutto, valido appoggio per il riconoscimento dei loro diritti e delle benemerenze acquisite (decorazioni, pensioni, promozioni, assegni di medaglia)

L'Istituto pubblica inoltre il periodico bimestrale "Il Nastro Azzurro" che, oltre ad essere un mezzo di collegamento fra tutti gli associati, ha il precipuo scopo di diffondere, con la rievocazione delle glorie militari nazionali e l'eroismo del soldato italiano, il culto della Patria.

L'Istituto vive con i proventi delle quote sociali e con il modesto contributo governativo.

 

 
Antonio Daniele
 
 
Direttore Responsabile "Il Nastro Azzurro"
 

 


 

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